Qui étaient les premiers habitants de l'Amérique?


Chi erano i primi abitanti dell'America?





Dal 1927, la teoria più accreditata riguardo all'origine degli esseri umani nell'America del Nord è quella della migrazione attraverso lo stretto di Bering.

Circa 13000 anni fa, essendo il livello del mare più basso di oggi, delle tribù asiatiche venute dalla Mongolia o dalla Siberia avrebbero attraversato lo stretto a piedi, dall'Asia all'Alaska, servendosi di un passaggio che oggi è sommerso. La teoria presuppone che avrebbero allora popolato l'America tutta intera e che sarebbero i progenitori di tutti i popoli autoctoni del continente. Queste genti sono state battezzate i "cacciatori Clovis".

I cacciatori Clovis sono realmente esistiti. Le sole tracce di questa antica cultura che siano sopravvissute fino ai nostri giorni, sono delle punte di lancia, degli utensili in pietra e delle ossa di animali che sono stati scoperti un po' dovunque nell'America del Nord. Si sa che cacciavano la selvaggina di grossa taglia come il bisonte e il mammuth. Hanno molto probabilmente giocato un ruolo importante nella sparizione di parecchi mammiferi giganti del continente. Ma queste popolazioni sono veramente gli unici progenitori degli Indiani d'America? Avrebbero potuto invadere questo gigantesco continente, dall'Alaska al Cile, in un brevissimo periodo di tempo? La loro lingua avrebbe potuto diversificarsi in un così gran numero di lingue, che spesso non mostrano alcun legame di parentela? E che dire dei test del DNA che non dimostrano alcuna filiazione fra certi gruppi? photo
Pointe
Clovis

Nuove scoperte archeologiche rimettono in discussione questa ipotesi. Ecco alcune delle teorie più plausibili.

CARTE
Origines possibles des premiers Américains


cartes
L'Amérique du Nord
préhistorique
1. 1- Il ponte intercontinentale

La teoria tradizionale della migrazione attraverso lo stretto di Bering dipende da due condizioni. In primo luogo, essa presuppone che il bassissimo livello del mare abbia creato un passaggio fra la Siberia e l'Alaska. Si sa da fonte sicura che era davvero così. Gli uomini non sarebbero d'altra parte stati i primi a servirsi di questo ponte naturale. Parecchie specie di animali, tra cui i mammuth e i caribù l'avrebbero fatto prima di loro. La seconda condizione è l'esistenza di uno stretto corridoio attraverso il grande ghiacciaio che ricopriva allora tutto il Canada e che avrebbe permesso a quei viaggiatori di raggiungere le pianure americane. Testimonianze hanno dimostrato che le più antiche tracce di occupazione umana in America datano a circa 17000 anni fa. Ora, a questa epoca, il famoso corridoio che permetteva di attraversare il ghiacciaio, non esisteva ancora. Non è apparso che 3000 anni più tardi. Le date non coincidono completamente.


2. La via costiera

Degli scienziati suggeriscono che i primi immigrati in America avrebbero potuto seguire le coste in battello. Il disgelo delle coste dell'America del Nord sarebbe effettivamente cominciato circa 17000 anni fa. Degli scavi hanno dimostrato che a quest'epoca c'erano su queste coste animali e pesci a sufficienza per nutrire un insediamento umano. Di più, la maggior parte delle lingue indiane sembra essere cugina di certe lingue asiatiche, il che sembra convalidare questa teoria.

3. 1- La via del pacifico

Altri scienziati credono piuttosto che i primi abitanti dell'America avrebbero attraversato il più grande oceano della terra in battello, per arrivare dapprima nell'America del Sud. Sono stati scoperti degli scheletri incompleti e i resti di un villaggio a Monte Verde in Cile, che datano a 15000 anni fa. Gli scheletri sembrano mostrare delle caratteristiche tipiche dei popoli Polinesiani o degli Aborigeni d'Australia (ma sicuramente niente in comune con i popoli della Siberia o della Mongolia). Nuovi scavi sembrano ugualmente provare che degli insediamenti umani ben adattati e definitivi si sviluppavano dappertutto nell'America del Sud almeno 13000 anni fa, ben prima che i cacciatori Clovis si espandessero dappertutto nell'America del Nord. In più, la tecnologia dei popoli del Sud non presenta alcuna caratteristica comune con quella dei popoli del Nord.

4. 1- La via dell'Atlantico

La più recente teoria è quella che presuppone una migrazione umana venuta dall'Europa. Degli scienziati hanno scoperto sorprendenti somiglianze fra la cultura Clovis dell'America del Nord e la cultura dei Solutreani che occupavano il nord della Spagna circa 19000 anni fa. Recenti studi hanno ugualmente permesso di scoprire similitudini genetiche fra certe popolazioni indiane ed europee, caratteristiche che non esistono negli Asiatici. Questa ipotesi presuppone dunque che dei Soluteani sarebbero stati capaci di seguire in battello le coste dell'antico ghiacciaio che copriva il Nord Atlantico, nutrendosi forse di pesce lungo il cammino. route de l'Atlantique
Migration possible des Solutréens


Photos
Ricostruzione del viso
dell'uomo di Kennewick
E' possibile. Dopo tutto, si sa da fonte sicura che i primi esseri umani hanno raggiunto l'Australia in battello almeno 40000 anni fa! Si sa anche che i primi europei erano in grado di navigare fino alle isole del Mediterraneo almeno 14000 anni fa. Perché dunque i Solutreani non sarebbero dovuti essere in grado di fare lo stesso? Si sa anche che all'epoca dell'ultima era glaciale, 18000 anni fa, la quasi totalità dell'Europa era coperta di ghiacciai. La competizione per le terre abitabili doveva essere ferocissima e certi popoli avrebbero potuto essere tentati di andare a cercare altrove.

Nel 1996, due studiosi fecero la scoperta di uno scheletro nello stato di Washington negli Stati Uniti. Lo scheletro era in eccellenti condizioni e le prime osservazioni del cranio rivelarono che si trattava di un uomo di origine europea. Si scoprì allora l'estremità di una antica punta di lancia nell'osso dell'anca, cosa che sollevò parecchi interrogativi riguardo alla sua datazione. Tra la sorpresa generale, la datazione dello scheletro rivelò che era vecchio di circa 9460 anni! Questo incredibile reperto è stato battezzato "l'uomo di Kennewick".
L'uomo di Kennewick era di età media e misurava circa mt 1,80. Le sue ossa mostrano traccia di parecchie ferite alle anche, ai fianchi, alla fronte e al gomito sinistro. Servendosi di uno stampo del cranio, gli anatomisti James C.Chatters e Thomas Mc Clelland hanno ricostruito, muscolo su muscolo, il viso dell'uomo di Kennewick. Una volta terminata la ricostruzione, il viso mostra dei tratti stranamente europei. L'aggiunta dei capelli e della barba ci rivela il possibile aspetto di questo visitatore proveniente da un lontano passato. Potrebbe essere la prova di un'antica migrazione europea nell'America del Nord? photo
L'uomo di Kennewick
Chi dice la verità?

Secondo la mia modesta opinione, è un errore limitarsi ad una sola di queste quattro teorie. Ciascuna sembra plausibile e perché non potrebbero esserlo tutte? Il popolamento delle Americhe non si è effettuato di un colpo solo come si è a lungo creduto, ma è probabilmente stato il frutto di parecchie migrazioni successive nel corso dei millenni. I diversi gruppi si sono probabilmente mescolati in seguito a alleanze e altri hanno sicuramente sterminato i loro vicini in guerre sanguinose. Il risultato di questa lunga e complessa preistoria è l'America quale la scoprirono gli esploratori europei del XV e XVI secolo: una terra dove si svilupparono culture ricche e diversificate e le cui origini si perdono nella notte dei tempi. La lunga preistoria delle Americhe resterà forse per sempre un grande enigma.




Fonti:

Parecchi articoli scientifici di Kenneth B. Tankersley, James Dixon, Vance Haynes Jr., Richard Morlan, Arthur S. Dyke, Roger McNeely, Michael Ballard, Jack Hofman, Ruth Gruhn, Dennis Stanford, Bruce Bradley et John Prag comparsi nel numero di Febbraio 2000 della rivista "Sc.Am.Disc.Arch." pubblicato presso l'editore The Leach, El Paso, Texas. Potete consultare il sito web di questa eccellente rivista inglese cliccando qui.

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